Un’operazione dei carabinieri del Noe di Brescia ha sgominato una rete criminale dedita al profitto economico ai danni dell’ambiente. Due le misure cautelari che sono state emesse dal GIP di Brescia, Alberto Pavan, nei confronti di due persone residenti in provincia di Mantova e di Treviso, per traffico illecito di rifiuti. Una persona è finita in carcere e un’altra agli arresti domiciliari nell’operazione che è stata esito delle attività investigative, condotte dal Nucleo Operativo Ecologico e coordinate dal Sostituto Procuratore  della Repubblica presso il Tribunale di Brescia/DDA, Roberta Panico, e che hanno consentito di individuare l’esistenza di un gruppo criminale operante nel campo del trattamento e trasporto dei rifiuti, dedito alla gestione e smaltimento illecito di ingenti quantitativi di rifiuti speciali, provenienti dalla Toscana, dalla Campania e dalla Lombardia. I rifiuti venivano stoccati e poi abbandonati in capannoni industriali dismessi, dando luogo, in tal modo, alla creazione di numerose discariche abusive. L’indagine ha avuto inizio nell’ottobre del 2018 con il sequestro di un capannone industriale a Soiano del Lago nel bresciano, all’interno del quale erano state illecitamente stoccate oltre 1.000 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi. L’intervento degli uomini del NOE di Brescia, attraverso l’analisi delle prime risultanze investigative, nonché mediante i successivi accertamenti, ha confermato l’esistenza di una struttura organizzata e ben rodata, costituita da più soggetti che in difformità e in assenza di autorizzazioni ambientali gestivano abusivamente i rifiuti speciali, al fine di conseguire un ingiusto profitto. L’attività illecita dei due arrestati, ideatori, organizzatori ed esecutori del traffico illecito di rifiuti è stata bloccata anche attraverso i sequestri di altri due capannoni industriali, effettuati nei primi mesi di quest’anno a Casaloldo e Roverbella, in provincia di Mantova. In questi siti, senza alcuna autorizzazione ambientale, erano stoccate complessivamente 1.200 tonnellate di rifiuti dell’industria tessile. Le 2.300 tonnellate complessive di rifiuti di produzione regionale ed extraregionale illecitamente gestite, hanno generato in termini di costi di smaltimento non sostenuti, un profitto economico di circa  400.000 euro. Gli arresti rientrano in una più vasta ed articolata attività investigativa coordinata dalle Procure Distrettuali di Brescia e di Reggio Calabria relativa a gravi episodi delittuosi, compiuti anche con modalità mafiose, nelle due province.

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