E’ il consigliere comunale di Vescovato Maria Grazia Bonfante a mettere il rilievo la contraddizione fra la pericolosità delle strade provinciali che collegano i piccoli Comuni del territorio e lo spropositato impegno della politica cremonese, concentrata sull’eventuale costruzione dell’autostrada per Mantova. Sulle strade cremonesi, nel 2018, secondo le statistiche di Polis (Regione Lombardia) hanno perso la vita 28 persone, mentre i feriti sono stati 1.549. Il tasso di pericolosità è ben più alto che nel resto della Lombardia: ogni 100 incidenti stradali infatti si sono registrati in media 2,6 decessi rispetto a 1,5 in Lombardia, e anche i feriti, in proporzione, sono più numerosi. E dire che, considerando tempi più lunghi, come gli ultimi vent’anni o dieci anni, sul territorio lombardo gli incidenti mortali complessivamente sono diminuiti: nello stesso periodo di tempo, però, il tasso di pericolosità delle strade cremonesi è aumentato. La Lombardia è più sicura, la provincia di Cremona no.

Dati che parlano chiaro, per il consigliere comunale di Vescovato, che rappresenta l’associazione Salviamo il Paesaggio: i cittadini sono esposti a gravi rischi e la politica invece guarda altrove.

E poi l’amministrazione provinciale di Cremona infatti risulta essere l’unica in Lombardia a non ammettere dissuasori, platee rialzate e semafori sulle ex statali per costringere le automobili a ridurre la velocità. Da corso Vittorio Emanuele II arrivano continue lamentele, da parecchi anni, sulla mancanza di risorse per i lavori di manutenzione delle strade minori, quando per il raddoppio della Paullese, accompagnato da un rilevante consumo di suolo, sono state fatte spese enormi. La manutenzione delle strade ricade così sui bilanci dei piccoli Comuni, sempre più in difficoltà.

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