Bordolano (CR) Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, che ha annullato il decreto di compatibilità ambientale dello stoccaggio e della centrale del gas di Bordolano, il ministero dell’Ambiente ha deciso di spostare Bordolano, che si trova al confine tra i territori di Cremona e Brescia, e collocarlo in provincia di Lodi. L’incredibile gaffe è stata commessa al momento di riaprire la procedura di Via, rifacendo da capo tutto l’iter autorizzativo già concluso dieci anni fa, nel 2009, senza però consegnare il progetto dello stoccaggio del gas a tutti i 16 Comuni interessati, non solo a Bordolano. Sarebbe stato necessario, come ha riconosciuto il Consiglio di Stato, far sapere ai Comuni e ai loro abitanti che si trovano sopra un giacimento di gas riconvertito a stoccaggio, e che possono subire “pregiudizi diretti derivanti dagli effetti di microsismicità collegati allo stoccaggio” della Stogit, società controllata dall’Eni. Invece di inviare l’email di riapertura dell’iter alla Provincia di Cremona, e alla confinante Brescia, il ministero ha scritto invece alla Provincia di Lodi. Di conseguenza Ezio Corradi, del coordinamento comitati ambientalisti, uno dei numerosi autori del ricorso vinto al Consiglio di Stato, ha subito chiesto spiegazioni mandando una lettera al ministero dell’Ambiente Sergio Costa e al ministero. Non finisce qui. Il ministero infatti ha scritto, oltre che al Comune di Bordolano e alla Provincia di Lodi, ai soli Comuni che hanno aderito al ricorso, cioè Verolanuova e Azzanello, trascurando tutti gli altri 13, che invece sono ugualmente esposti agli eventuali danni di una sismicità indotta che può arrivare a magnitudo 3.0 in un raggio di 10 chilometri, come ammesso dallo stesso ministero. Si ripete così l’errore riconosciuto dal Consiglio di Stato: non informare. Tutti e 16 i Comuni infatti, oltre alle Province, hanno voce in capitolo durante l’iter della Valutazione d’impatto ambientale.

Paolo Zignani

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