Stamattina gli studenti del gruppo Fridays for Future hanno portato in corteo dall’autostazione all’Arci cartelli sui quali appaiono scadenze drammaticamente vicine. Ci sono solo 11 anni di tempo per ottenere una svolta, prima che l’emergenza climatica e ambientale diventi catastrofica; il momento di decidere è adesso. E invece il consiglio comunale ha preso tempo e rinviato mese per mese la dichiarazione d’emergenza climatica e ambientale, che invece è già stata votata a Crema e con maggiore impegno politico a San Daniele, dov’è stato approvato un piano di piantumazioni. A Cremona è tutto più difficile: lunedì 25, nell’ultima riunione di sala Quadri, la lunga discussione sulla piscina e la contestata concessione a Sport Management è durata due ore, e alla fine, alle ore 21, il centrosinistra ha negato l’istituzione della commissione speciale chiesta dalle minoranze, e anche il voto sulla cittadinanza onoraria a Liliana Segre è stato rimandato. Oltretutto bisognava approvare, prima della scadenza, le controdeduzioni alle osservazioni sul piano attuativo di via Flaminia, dov’è in programma la più contestata delle cementificazioni dell’era Galimberti. Ai confini con la campagna, infatti, la giunta tempo fa ha scelto il consumo di suolo, proprio quel che gli studenti in sciopero chiedono di evitare. Come spiega Enrico Manfredini, capogruppo di Fare nuova la città e Cremona attiva, che fanno parte della maggioranza del sindaco, nel prossimo ufficio di presidenza la dichiarazione d’emergenza climatica e ambientale non dovrebbe più essere inserita in fondo all’ordine del giorno, come lunedì scorso, preceduta anche dal voto sugli equilibri e le variazioni di bilancio, con scadenza improrogabile. Nella riunione del 16 dicembre dunque la dichiarazione d’emergenza sarà votata, almeno questo l’impegno. Nel frattempo, il gruppo degli studenti che si ispirano a Greta Thunberg continuerà a manifestare in piazza del Comune, come oggi pomeriggio.

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata