Cremona Sport Management intende battersi fino all’ultimo per non perdere l’appalto delle piscine comunali. Le motivazioni del ricorso al Consiglio di Stato rivelano un atteggiamento particolarmente combattivo e deciso a dimostrare quanto le ragioni del gestore della piscina siano state trascurate, non solo dal Comune che ha revocato la concessione, ma anche dalla stampa cremonese, ben più vicina alle ragioni delle società sportive cittadine e delle canottieri, che in Sport Management vedono né più né meno che la concorrenza, sia sportiva che gestionale. Infatti le piscine di largo Azzurri d’Italia sono state gestite per lunghi anni dalla Federnuoto, di cui le canottieri sono socie. Un gran numero di lamentele dei cittadini ha colpito il gestore veronese, tuttavia le segnalazioni hanno riguardato soprattutto l’impianto di aerazione, i cui lavori di manutenzione straordinaria dovevano essere però eseguiti esclusivamente dal proprietario, l’amministrazione. E, soprattutto, il Comune ha revocato la convenzione per inadempienza degli obblighi di gestione, a partire dal ritardo dei progetti dei lavori di riqualificazione, anche se la convenzione firmata nell’ottobre di due anni fa non inseriva questo problema fra i motivi di una possibile revoca. Di lavori comunque le piscine di largo Azzurri d’Italia hanno assai bisogno, vista l’età: risalgono agli anni Settanta e, per la carenza di manutenzione, Sport Management ha avuto in gestione degli impianti inagibili, come la vasca convertibile, la piscina esterna, ormai inutilizzata, gli spogliatoi e le aree verdi, e la stessa piscina olimpionica ha bisogno di riqualificazione degli impianti tecnologici. Il ritardo dei progetti, quindi, non poteva peggiorare la situazione: la gestione insomma non ha risentito della manutenzione straordinaria non fatta. In più, Sport Management in alcuni casi non ha nemmeno ricevuto dall’amministrazione i documenti necessari a redigere i progetti. Si ripropone così la grave questione dei lavori di manutenzione straordinaria, che il Comune credeva di risolvere grazie al gestore, legato a una convenzione di una durata di 25 anni, che prevedeva cantieri per 5 milioni e mezzo, oltre a lavori accessori da un milione e 700mila euro, in cambio di un contributo annuo di 230mila euro. Quanto alla situazione sanitaria, l’Ats ha contestato nell’ispezione del febbraio scorso solo piccoli interventi di manutenzione ordinaria, prescrivendo pochi mesi dopo al Comune lavori ben più impegnativi.

Paolo Zignani

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