La conferenza dei sindaci dell’Ats Val Padana si è riunita l’ultima volta venerdì 22, allo scopo di eleggere il presidente e il consiglio di rappresentanza. E’ un organo che approva il bilancio e che in passato ha avuto un importante ruolo consultivo nella programmazione delle strutture e dei servizi. Venerdì 22, però, come negli anni precedenti, nulla è stato detto dai vertici dell’Ats, a proposito del ridimensionamento della terapia intensiva neonatale di Cremona. Il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti stato confermato nella sua carica, grazie alla rinuncia del sindaco di Mantova Mattia Palazzi, cui pure i sindaci del territorio mantovano chiedevano di assumersi l’impegno. Negli ultimi anni il discorso non è stato affrontato mai, ed è venuto alla luce soltanto quando l’assessore regionale Giulio Gallera ha deciso di informare i consiglieri del territorio – Marco Degli Angeli, Matteo Piloni e Federico Lena – della delibera che la giunta regionale Fontana intende adottare. Dei 16 posti letto che l’ospedale riserva al reparto neonatale, 5 sono dedicati alla terapia intensiva, occupati solo per metà. Dunque sarebbero troppi, i posti letto, rispetto al bisogno.

Ci sono però problemi nuovi rispetto al passato. Infatti, quando il dottor Paolo Ricci ha presentato per la prima volta lo studio epidemiologico sulle malattie e le morti per tumore nel Cremonese, nell’ottobre del 2017 presso la biblioteca di Bonemerse, ha affermato proprio che le nascite premature e le malattie dei neonati sono un indicatore della presenza di un possibile problema ambientale, quindi opportunamente vengono monitorate. Le morti per tumore rappresentano il passato remoto, una malattia di un neonato indica il presente.

Il segretario provinciale del Pd Vittore Soldi oggi presenta un quadro drammatico: la provincia di Cremona non avrà “più senso di esistere” e nè rappresentanza. Il declassamento del reparto è una “scelta politica”, che il Pd non condivide, chiedendo alla Lega e alle forze di centrodestra del territorio di pronunciarsi apertamente. Viene avanti una sanità fatta di eccellenze private, rapide ed efficienti, finanziate con soldi pubblici, mentre negli ospedali pubblici le liste d’attesa si allungano.

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