Si manifesta a Cavatigozzi la crisi annunciata della scuola elementare, dove quest’anno a causa del calo demografico non è stato possibile formare la classe prima, segnale che condurrà probabilmente alla chiusura della scuola e al suo accorpamento. Durante l’incontro tra il comitato di quartiere e con una delegazione del Comune di Cremona, guidata dall’assessore Maura Ruggeri, alcuni genitori di Cavatigozzi hanno ricordato ai tempi dell’accordo sui servizi scolastici fra Spinadesco e Sesto, circa cinque anni fa, il Comune di Cremona non aveva partecipato al confronto, e quindi ora sembra tardi per coinvolgere tutte e tre le amministrazioni. Dall’accordo fra Spinadesco e Sesto, infatti, sono state facilitate le iscrizioni alle scuole dei due Comuni, penalizzando proprio la frazione cremonese. La richiesta dei genitori è creare un anello di collaborazione con la scuola della frazione, ricavato all’interno dell’ex badia, rivolgendosi anche alle famiglie delle zone più vicine della città di Cremona, quindi la zona della Sperlari, nel quartiere Sant’Ambrogio e Incrociatello, in via Milano, via Ghinaglia e così via. Nell’anno 2016 l’amministrazione raggiungeva accordi dettagliati con i Comuni del circondario, mettendo a punto un protocollo antismog. Della scuola elementare dell’ex badia, con accanto la materna, l’asilo e la biblioteca, si era invece pensato che fosse praticabile la via dell’accorpamento e della razionalizzazione dei servizi, con taglio di spesa pubblica. Una linea intrapresa dai governi nazionali, che però oggi, all’interno del centrosinistra cremonese, suscita pentimenti e amarezze. Accanto ai genitori, al comitato di quartiere, all’assessore Rodolfo Bona, a insegnanti e funzionari scolastici, Maura Ruggeri ha sottolineato che dare un futuro alla scuola di Cavatigozzi è un obiettivo totalmente condiviso. Non si può mettere in discussione la scelta legittima del Comune di Spinadesco, condivisa con i Comuni dell’Unione di cui fa parte, cioè orientare su Sesto le iscrizioni alle elementari, per garantire continuità con le medie. Si può lavorare però per favorire le nuove iscrizioni, a partire dai bambini che non hanno potuto iscriversi in altre realtà. Partirà presto, con questa prospettiva, un tavolo di lavoro con insegnanti, genitori, comitato di quartiere e Comune di Cremona. Oggi si muoverà anche il centrodestra contro l’eventuale chiusura della scuola: Carlo Malvezzi e don Franco Vitali, preoccupato per le difficoltà della catechesi e della qualità dell’educazione religiosa.

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