Cremona In altri tempi a Cremona si facevano grandi progetti legati alle vie d’acqua, prevedendo di trasportare merci sul canale navigabile fino a Milano e sul Po fino all’Adriatico. Il canale si è fermato a Pizzighettone e sul Po non si è navigato più. Tutt’altro tono ha il contratto di fiume cui stanno lavorando con discreto entusiasmo i Comuni rivieraschi della media valle del Po. Si è cominciato a discutere, nell’ultimo incontro tenutosi a Cremona a palazzo municipale, delle attività che ogni Comune inserirà nel Piano d’azione. Si parla questa volta di obiettivi ben più a portata di mano, grazie alla partecipazione degli amministratori di Casalmaggiore, Bonemerse, Crotta d’Adda, Gerre de’ Caprioli, Martignana di Po, Pieve d’Olmi, San Daniele, Sesto, Stagno Lombardo ma anche Monticelli d’Ongina, vista l’intesa che matura con il territorio piacentino. Si punta sul turismo fluviale e sui servizi legati al Po, grazie a un nuovo protocollo d’intesa per la navigazione fluviale, sottoscritto assieme alle canottieri e alla Camera di Commercio. Dall’anno prossimo, si aprirà il tavolo tecnico per il turismo 2020-25. La riqualificazione del bacino fluviale sta trovando quindi un nuovo strumento amministrativo, anche perché, dopo tanti discorsi sul turismo, i cremonesi stanno sentendo il bisogno di identificarsi nel fiume. I Comuni si confrontano quindi sulle azioni condivise per il miglioramento della qualità di vita dei residenti e l’accrescimento della qualità e della competitività delle imprese che operano nel settore del turismo e dei servizi legati al grande fiume. A margine, e sempre forte, l’esigenza fatta valere dalle associazioni ambientaliste di risanare il fiume Po.

Paolo Zignani

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