Cremona Giornata nera per i viaggiatori delle linee cremonesi. Uno dei treni più frequentati dai pendolari, il 2650 che sarebbe dovuto partire da Mantova alle 6.41, per poi ripartire da Cremona alle 7.32 di stamattina per Milano è stato cancellato dall’orario a causa di un guasto e sostituito con il convoglio che stava arrivando da Milano a Cremona, diretto a Mantova, e che invece è stato fatto ripartire verso Milano, tornando indietro con più di un’ora di ritardo. Episodi che hanno pochi precedenti e che hanno scatenato le lamentele di chi viaggia per lavoro e per studio, trovandosi spesso in grave difficoltà. Hanno protestato due consiglieri regionali del Pd, Matteo Piloni e Antonella Forattini, anche perché i disagi sono cominciati ieri, arrivando fino a 40 minuti oltre la tabella di marcia. Pochi giorni fa era stato l’assessore regionale Claudia Terzi a protestare, dando le colpe a Rfi e quindi allo Stato, responsabile di aver fornito treni troppo vecchi alla Regione Lombardia, quando venne creata la società Trenord, al 50% tra il Pirellone e lo Stato. Allora il presidente regionale era ancora Roberto Formigoni. Oltre alla lite fra Lega e Pd, si aggiungono i dubbi sulla reale destinazione dei 176 convogli acquistati dalla Regione per viaggiare in Lombardia fino al 2032. Matteo Piloni nota che sulla delibera della giunta Fontana viene indicano un tipo di treni che non sarebbe nemmeno compatibile con la Milano-Cremona-Mantova, sulla quale viaggiano centinaia di pendolari. Mancherebbero, sui nuovi treni, i posti a sedere: i cremonesi resterebbero in piedi. E così il Pd annuncia una nuova interrogazione all’assessore Terzi, mentre cresce la petizione on line “Basta Trenord” sul sito change.org, arrivata oltre le 5mila firme. I ritardi intanto sono continuati anche nel primo pomeriggio. Treni soppressi e attese di 20 minuti si sono registrate oggi anche a Piadena e Casalmaggiore, sulla linea Brescia Parma.

Paolo Zignani

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