Alla domanda, legittima, su quanto spazio ci sia ancora per la pittura sulla scena del contemporaneo si possono dare molte risposte diverse. Che in fondo, però, si riducono quasi sempre a un concetto: per la buona pittura, per la pittura consapevole, c’è sempre uno spazio. Una sensazione di cui si può fare esperienza anche nella mostra “Trasfigurazione. Carne, pulsione, colore” che Prometeogallery di Ida Pisani a Milano dedica all’artista brasiliano, da due decenni residente in Italia, Dim Sampaio. Le tele, in questo senso, sono evidenti, portano impresse le tracce del gesto di Sampaio. Tracce che però sono affiancate da una costante ricerca di figurazione, da una presenza forte di corpi che sono sia raffigurazioni mimetiche, sia elementi consapevoli del loro essere un’immagine mediata, che vive all’interno della storia dell’arte e in una tensione dialettica con il mondo. La dimensione gestuale della pittura di Dim è evidente, così come si può cogliere anche una necessità autobiografica, che prende sfumature particolari, figlie di una ricerca che semplicemente non si può concludere mai. La mostra nella galleria di via Ventura resta aperta al pubblico fino al 10 gennaio 2020.

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