L’adozione, da parte della giunta Galimberti, del piano attuativo che l’immobiliare Azzurra ha presentato sull’ex Armaguerra di via Castelleone ha avuto una gestazione complicata. Si parla della sistemazione di un’area di 39.150 metri quadrati, per la riqualificazione dell’ex fabbrica d’armi, dismessa da decenni, e dell’insediamento di nuove attività commerciali. Come spiega la relazione tecnica dell’architetto Nicola Di Troia, il primo parere positivo della giunta risale al maggio del 2017, e riguardava la prima idea di riorganizzazione della viabilità, apprezzando la nuova rotatoria su via Castelleone e le altre soluzioni per la messa in sicurezza del complesso comparto che si affaccia sulla tangenziale, come l’accesso all’azienda metalmeccanico Maschio, in via Seminario, e una pista ciclabile. Sorgerà un centro commerciale, con cinque medie strutture di vendita, di cui una di generi alimentari, con superficie massima di 1.500 metri quadrati, oltre a un ristorante, un bar e un negozio di vicinato. Lungo e intenso il confronto tra il progettista e la commissione Paesaggio, che il 22 novembre dell’anno scorso dichiarava le proprie perplessità, dando un parere interlocutorio. La commissione criticava l’eccesso di attenzione all’accesso dalla tangenziale e non su via Castelleone. Era poi previsto l’abbattimento dell’edificio esistente senza ottenere un allineamento sistematico con gli altri fabbricati, oltretutto sacrificando il verde senza recuperarlo. Seguiva un fitto scambio di pareri, proposte e controproposte fino ad arrivare alla definizione del progetto che ha ottenuto il via libera mercoledì scorso. Sarà conservata l’identità della fabbrica d’armi anni Trenta, da quanto si sa con la posa di cartelloni di rievocazione storica. Gli alberi, “per quanto possibile”, come recita la delibera, si salveranno, in particolare il filare a destra dell’ingresso da via Castelleone, e ci sarà un’aiuola densamente piantumata.

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