L’Ats segue una linea ben diversa da quella indicata pochi mesi fa dall’epidemiologo Paolo Ricci, che ha detto di no al compostaggio di sfalci verdi di Crotta d’Adda, perché il territorio risulta compromesso dal punto di vista ambientale e sanitario. Sembrava una svolta per il territorio. Lunedì 11 novembre, invece, durante la conferenza dei servizi che si è riunita nella sede dell’amministrazione provinciale, la proposta dell’acciaieria Arvedi di cambiare uno dei due forni aumentando la produzione del 20% non viene fermata. L’Ats è rappresentata questa volta da Anna Barchiesi, dirigente dell’unità operativa Igiene e sanità pubblica, salute e ambiente, che dopo aver esposto con una relazione di cinque pagine tutte le problematiche e averne sottolineato la serietà, chiede un ulteriore approfondimento sullo stato di salute degli abitanti. La procedura di valutazione d’impatto ambientale sul nuovo forno quindi quindi prosegue e si associa a una valutazione sugli effetti sanitari del progetto. All’acciaieria, quindi, il settore ambiente dell’ente Provincia, che ha potere decisionale, chiede quindi ulteriori documenti. Gli altri enti pubblici – Comuni di Cremona e di Spinadesco e Arpa – si sono allineati all’Ats. Va ricordato che prima del raddoppio la produzione era di 900mila tonnellate all’anno. Dopo il raddoppio e dopo la sostituzione del forno 2, saranno prodotti a Cremona fino a 4 milioni e 250mila tonnellate d’acciaio all’anno, il quadruplo in una decina di anni. Le polveri generate dalla fabbrica sono 210 tonnellate all’anno, senza contare le emissioni diffuse e senza il traffico, che pure crescerà con 27 autoarticolati in più al giorno. Per l’Ats i dati disponibili oggi, considerando anche i casi di malattia e di morte per tumore, che superano la media, non sono però sufficienti, e occorre quindi un focus che riguardi la popolazione di Cremona, Spinadesco, Sesto, Acquanegra e Crotta d’Adda. L’industria di via Acquaviva dovrà quindi presentare un nuovo studio, e confrontare, quanto ai casi di morte per cancro, i dati di Cremona e Spinadesco con quelli dei tre Comuni vicini, contattando l’osservatorio epidemiologico dell’Ats per un aggiornamento. Intanto i lavori per la sostituzione del forno sono già stati avviati.

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