Non si è ancora conclusa la vicenda del Parco Passo Gavia, nonostante l’area, in seguito ad una lunga ed attesa bonifica, si stata restituita alla cittadinanza nello scorso mese di maggio. Dopo 18 anni sembrava chiusa una vicenda che ora mostra ancora strascichi, questa volta non ambientali ma giudiziari, dal momento che la ditta incaricata della bonifica, La Garc di Carpi, in provincia di Modena, ha deciso di citare in tribunale il Comune di Brescia, per chiedere i risarcimenti relativi ai costi maggiorati delle avvenute bonifiche, rispetto all’importo stabilito in fase di messa all’asta. In particolare la ditta vorrebbe dal Comune 611.485 euro, Iva al 10 per cento esclusa, e a decidere sulla soluzione della controversia sarà il tribunale civile di Brescia. A far lievitare i costi sarebbe la decisione di recuperare il 60% del terreno inquinato e rimosso, destinando appena il 40% alle discariche bresciane, che non troppo facilmente hanno hanno accettato di gestire almeno duemila tonnellate di nuovi veleni della Caffaro. Le scorie chimiche sono finite per lo più alla Cava Calcinato, alla Eridi di Cazzago San Martino e a Montichiari. Oltre a ciò c’è anche la contestazione della penale pari a circa 5mila euro per il ritardo nella consegna dei lavori, avvenuta 4 giorni dopo la data prevista. Ci sono poi 16428 euro per il risarcimento del manto erboso, che risentì della siccità della scorsa primavera e per cui non fu possibile utilizzare oi pozzi irrigui a causa dell’inquinamento della falda. Il Comune di Brescia si è già attivato nominando l’avvocatura e i tecnici che dovranno dimostrare la correttezza dei costi di bonifica applicati dal settore Ambiente. Si tratta comunque dell’ennesimo boccone avvelenato legato alla ditta chimica Caffaro e al suo inquinamento.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata