Le conclusioni degli atti su Pioltello depositati dai pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti in chiusura delle indagini per disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e violazioni delle norme antinfortunistiche, di cui sono imputati l’allora direttore dell’Associazione Nazionale di Sicurezza Ferroviaria Amedeo Gargiulo e il responsabile dell’ispettorato dell’agenzia Giovanni Caruso, dicono che il problema della possibile rottura dei giunti era conosciuto da almeno otto anni. Nonostante ciò, non è stato fatto nulla per far sì che RFI prendesse provvedimenti più incisivi. “Sottovalutazioni ed omissioni” che hanno impedito di evitare il 25 gennaio del 2018 il disastro ferroviario di Pioltello, causato proprio da un giunto rotto. Secondo quanto riportato dal sito ferrovie.info e dal corriere, “il decreto legislativo 162 del 2007, successivamente abrogato ma in vigore al momento dell’incidente, assegna all’ANSF il compito di vigilare sulla sicurezza del sistema ferroviario italiano in ogni settore, anche facendo ispezioni e indagini autonome. Secondo la norma, in caso di criticità, l’Associazione ha “poteri per imporre i propri provvedimenti”. Proprio quello che, secondo l’accusa, non è stato fatto perché l’Agenzia avrebbe omesso le “direttive e raccomandazioni in materia di sicurezza” che avrebbero dovuto obbligare RFI a mettere “in atto tutte le necessarie misure di controllo del rischio”. Tra il 2010 e il 2017 “ci sono state 250 rotture di giunti isolanti incollatiti” lungo tutta la rete ferroviaria, aveva scritto in una relazione il dirigente della sezione di polizia giudiziaria della Polfer della Lombardia, e “questo conferma l’ipotesi che RFI sapeva da tempo della problematica, che addirittura risale al 2006”. Il gestore della rete ferroviaria, però, “ha iniziato ad affrontare la soluzione del problema a partire dal 2012” e “negli anni successivi, pur costatando altre rotture, non solo non ha adottato misure mitigative ma non ha nemmeno dato piena attuazione al programma quinquennale 2016-21 di sostituzione dei giunti”. Anche ANSF conosceva il problema almeno dal 2010, dopo un incidente nel Lodigiano, ma l’agenzia “ha iniziato ad occuparsene soltanto dal 2015” con tre missive a RFI, ma “omettendo provvedimenti” nei confronti del gestore e non verificando “che i processi manutentivi fossero effettivamente idonei”, aveva scritto il dirigete del Nucleo operativo incidenti ferroviari della Polizia. Tutto questo, però, ha portato al disastro di Pioltello.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata