Grandi perplessità circondano il presunto impegno del governo e della Regione Lombardia a finanziare l’autostrada Cremona Mantova, che in teoria dovrebbe essere costruita in occasione delle Olimpiadi invernali del 2026. Ieri in consiglio provinciale il presidente di Stradivaria Carlo Vezzini, durante un’informativa, ha affermato di non aver ricevuto comunicazioni ufficiali da parte della Regione. E’ comunque Stradivaria la società titolare della convenzione regionale che avrebbe consentito la costruzione dell’autostrada, la cui Valutazione d’impatto ambientale positiva è stata data dall’amministrazione provinciale nel 2007. Dopo la riunione dell’altro ieri al ministero delle infrastrutture, i commenti però si sono moltiplicati. Oggi i consiglieri regionali del Pd Matteo Piloni e Antonella Forattini ribadiscono che oltre all’autostrada è necessario il raddoppio della linea ferroviaria Cremona Mantova, e che alla Regione spetta il compito di predisporre quanto prima il piano economico finanziario, chiedendo di iniziare a stanziare fondi già nel bilancio previsionale che si voterà a dicembre. Mentre l’opposizione degli ambientalisti e del M5S rimane inflessibile nel no alla nuova infrastruttura, Dario Balotta, di Europa Verde, nota che il traffico su strada è modesto e non giustifica l’opera, della quale nemmeno esiste un’analisi sul rapporto tra costi, stimati in un miliardo di euro, e benefici. Anzi l’autostrada servirà solo a tenere in vita la società d’ingegneria Stradivaria, sopravvissuta all’ex concessionaria Centro Padane, senza la quale occorrerebbe avviare l’iter di un bando di gara pubblica. Sconcerta poi la contraddizione della Regione, che dapprima ha tolto molti treni locali dalla linea per Mantova, per sostituirli con i bus. Oggi circolano, tramite Trenord, 30 treni, spesso in ritardo, su una linea che ne può gestire 80 ogni giorno. Ci si aspetterebbe che il raddoppio ferroviario sostituisse l’autostrada e invece si promettono entrambe le infrastrutture, anche se i soldi non sono mai stati trovati per nessuna delle due, e si trascura anche la crisi climatica e ambientale. Sarebbe opportuno, per l’espero di trasporti Dario Balotta, il rilancio delle sole attività ferroviarie, superando il monopolio di Trenord con una gara per l’affidamento del servizio.

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