Si svolgerà regolarmente la rappresentazione del balletto domenica prossima alla Scala: Cgil e Uil hanno infatti ritirato lo sciopero che avevano indetto in particolare per quanto riguarda i lavoratori serali, circa 85. Dopo una serie di incontri-fiume si è raggiunto un accordo che prevede un adeguamento economico (si parla di 140 euro al mese) a partire da quando entrerà in vigore il nuovo contratto, cioè dal 1 gennaio 2020. In più per i 32 serali assunti a tempo indeterminato dopo che hanno vinto la causa, ci saranno dei corsi di formazione in modo da facilitarne l’integrazione completa con i reparti di appartenenza dove ora lavorano solo come serali, in primis trucco e parrucco e sartoria. Nel frattempo, ha aperto al pubblico, nelle sale del Museo Teatrale alla Scala la mostra “Nei palchi della Scala – Storie milanesi” a cura di Pier Luigi Pizzi. Ricca di contenuti storici (oltre al patrimonio dell’Archivio del Teatro e del Museo ci si avvale della collaborazione di altre prestigiose istituzioni culturali e archivi milanesi e di pregiati documenti iconografici, l’esposizione si sviluppa attraverso ritratti, fotografie, abiti e ricostruzioni di ambienti partendo dal Ridotto dei Palchi per proseguire sui due piani del Museo. Naturale prosecuzione della mostra “La magnifica fabbrica” dedicata allo sviluppo architettonico del Teatro da Giuseppe Piermarini all’intervento di Mario Botta, “Nei palchi della Scala” indaga gli aspetti sociali e anche umani del Teatro come centro della vita cittadina, spingendosi a raccontare fasti e curiosità dell’epoca successiva alla costituzione dell’Ente Autonomo fino agli anni ’60.  La mostra si inserisce in un progetto di ricerca che ha unito il Teatro alla Scala al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e alla Biblioteca Nazionale Braidense nella realizzazione di uno studio suI palchi e i palchettisti del Teatro alla Scala.

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