Le indagini hanno fatto luce sugli interessi di soggetti contigui a cosche calabresi che reinvestivano denaro frutto di attività illecite, con immissione di grandi capitali nel circuito della grande ristorazione nel Nord Italia. Tra i sequestri, per oltre 10 milioni di euro, le quote societarie di alcuni ristoranti di una nota catena di pizza. Questa operazione rappresenta un momento significativo perché dimostra gli investimenti della criminalità organizzata nel campo del food in Lombardia, ha commentato Alessandra Dolci, capo della direzione distrettuale antimafia di Milano, che ha descritto l’indagine che ha portato all’arresto di 9 persone e al sequestro di 300mila euro in contanti. “Bisogna capire definitivamente che qui le cosche hanno soprattutto un potere economico, più che militare – ha commentato Francesco Messina, direttore centrale dell’Anticrimine – Il modello Milano di prevenzione deve essere esportato”. Le indagini hanno ricostruito l’investimento iniziale di 400mila euro nella pizzeria ‘Tourlè’ di Sesto San Giovanni da parte del 49enne Giuseppe Carvelli, noto trafficante di cocaina legato, secondo quanto affermato dagli investigatori, alle famiglie di ‘ndrangheta dei Pesce e Mancuso. L’uomo era stato arrestato nel 2008 con 6 chili di cocaina e poco dopo aveva ricevuto un cumulo pena di 22 anni. Grazie ai permessi premio e all’affidamento in prova ai servizi sociali, nel 2017 è uscito dal carcere e ha chiesto conto dell’investimento, riprendendo la gestione di quella che è poi diventata una catena di locali.

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