La Procura di Milano ha raccolto la testimonianza di una donna che ha assistito a quanto accaduto nell’incidente che ha coinvolto in filobus 90 di Atm, che non ha rispettato il rosso, e un mezzo Amsa, l’8 dicembre scorso. Nel terribile incidente ripreso da alcune telecamere, le cui immagini sono al vaglio degli inquirenti, perse la vita una donna 49enne filippina, Shirley Ortega, e rimasero ferito numerosi passeggeri, tra cui due bambini. A contrasto con le ricostruzioni dei motivi che hanno portato l’autobus a non rispettare lo stop semaforico, fornite fino ad oggi dai legali del conducente, la donna sentita in Procura ha ribadito la versione che aveva già precedentemente fornito ad alcuni organi di stampa. La donna ha raccontato al pubblico Ministero Rosaria Stagnaro e ad un investigatore della polizia municipale che quel giorno si trovava sul filobus 90 insieme alla figlia di 8 anni, erano sedute a metà circa del mezzo, da dove ha assistito alla presa di servizio del conducente, un paio di fermate prima dell’incidente. L’uomo, salito con atteggiamento infastidito, subito dopo la partenza del filobus avrebbe cominciato a telefonare parlando ad alta voce al cellulare. Anche altri viaggiatori, ha raccontato la donna, sono stati testimoni del comportamento del conducente: un ragazzo lo avrebbe anche ripreso chiedendogli di smettere di telefonare e di pensare alla guida. Da parte sua il conducente ha sempre negato con forza di essere stato impegnato in una conversazione telefonica, affermazioni che saranno sottoposte alla verifica delle indagini tecniche e degli esami sul telefonino sequestrato.

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