Brescia. La Procura di Brescia ha aperto un’inchiesta contro ignoti per omicidio colposo per la morte di Veronica Cadei, la 19enne studentessa di Villongo, in provincia di Bergamo, morta martedì mattina agli Spedali Civili di Brescia stroncata da meningite di tipo C. Il pm Lorena Ghibaudo ha disposto autopsia sul corpo della giovane, mentre la mamma chiede giustizia perché, se qualcuno ha sbagliato, deve pagare. Dobbiamo sapere cosa sia successo, dobbiamo andare a fondo. Proprio la mamma ha raccontato che Veronica era uscita per andare in Università ed è morta neanche 24 ore dopo per una meningite fulminante. Il dramma si è consumato all’inizio della settimana: lunedì pomeriggio, attorno alle 15.30, un suo compagno di studi di Matematica alla Cattolica l’ha portata al Pronto Soccorso perché durante la lezione non si era sentita bene. Erano vicini al Civile e, siccome la febbre si era alzata, l’amico le ha proposto di fermarsi per farsi visitare. I genitori l’hanno poi raggiunta all’ospedale e, con fatica, sono riusciti a vederla e lei diceva di avere male al collo e vomitava. Poi, dopo essere andata in bagno, è svenuta. Dopo essere stata sottoposta ad esami del sangue e Tac, i medici avevano riferito alla madre che andava tutto bene e che probabilmente aveva una gastroenterite acuta. Così, dopo cena, i genitori l’hanno salutata. Poi, nel cuore della notte, alle tre e mezza, lo squillo del telefono ha fatto sobbalzare i genitori che sono così tornati di corsa a Brescia dalla Bergamasca perché il quadro clinico era degenerato. Veronica in Terapia intensiva, intubata, vittima di una grave infezione. Ma, poco dopo, ha avuto un arresto cardiaco da cui non si è più ripresa. All’inizio la meningite sembrava fosse stata esclusa dai sanitari, mentre poi si è saputo che sarebbe morta per quello. Ora, per vederci chiaro, la famiglia avrebbe contattato un avvocato.

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