Brescia. Slitta a gennaio il piano di bonifica della Caffaro a causa dell’assenza dell’Arpa, ufficialmente per impegni improrogabili di tutto l’ufficio, alla conferenza dei servizi tenutasi ieri al Ministero dell’Ambiente, dove si doveva dare l’ok definitivo al piano operativo di bonifica. Un atteggiamento, come definito dal commissario straordinario della Caffaro, Roberto Moreni, a dir poco irresponsabile. Dopo settimane di lavoro, di integrazioni e modifiche del piano della multinazionale americana Aecom, tutti gli enti (tra cui Regione, Comune, Provincia, Ispra e Inail) si sono espressi in modo favorevole sul piano di bonifica, che prevede in una prima fase l’investimento di 10 milioni di euro per demolire i fabbricati ed altri 70 per estrarre dal sottosuolo la terra avvelenata da Pcb, mercurio, arsenico e solventi clorurati, lavarla e stoccarla definitivamente in una sorta di doppio materasso impermeabile all’interno del sito, evitando così il ricorso alla discarica. Un piano sulle cui coordinate sono tutti d’accordo. Un appuntamento al quale, però, la stessa Arpa non ha voluto presenziare nonostante aveva avanzato nei mesi scorsi le osservazioni più consistenti al piano di bonifica preparato dalla multinazionale. Un passaggio essenziale, dunque, per sbloccare la progettazione esecutiva (che dovrebbe essere pronto entro il 28 febbraio), quindi la messa a gara dei lavori stimati in 84 milioni di euro poiché in ballo c’è anche lo smaltimento delle macerie dopo l’abbattimento dei macchinari ormai obsoleti. Mentre se arrivasse il via libera al piano originario, ovvero macinamento con interramento in loco, ci si fermerebbe a 77, coperti da finanziamenti esistenti. Tuttavia, per una questione normativa, probabilmente bisognerà portarli in discarica, nonostante tutti gli enti presenti abbiano convenuto che sia la soluzione meno efficiente. L’effetto paradossale, infatti, è che sarà possibile interrare materiale molto più inquinato e si dovrà invece portar via resti edili, con aumento dei costi. L’appuntamento, se non ci saranno richieste sostanziali, sarà per il prossimo gennaio quando si affronterà un’altra conferenza decisoria in cui definire tutte le procedure del caso sul risanamento del sito industriale, nonché la progettazione degli appalti.

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