Cremona A sorpresa, ieri pomeriggio dopo l’incontro fra l’assessore regionale Giulio Gallera e i sindaci della provincia di Cremona, la battaglia persa dal territorio, nel tentativo di sospendere la delibera della giunta Fontana che declassa la terapia intensiva neonatale, si è improvvisamente trasformata in un’altra battaglia, nella speranza di sfruttare la momentanea coesione delle istituzioni cremonesi. In poche ore, l’ospedale da salvare è stato rimpiazzato dall’autostrada da costruire. In fretta e furia è stato convocato per stamattina alle 11, sempre nel palazzo della Provincia, il tavolo per la competitività, che si occupa appunto di infrastrutture, ed è stata fatta circolare tra deputati, consiglieri regionali, associazioni economiche e istituzioni la bozza di una lettera da consegnare oggi al ministro Paola De Micheli, in visita al museo del Violino alle 17. Era stato messo in programma in un primo tempo un incontro a porte chiuse, alle 15, con le associazioni economiche, poi saltato nella frenesia dell’ultimo minuto. L’obiettivo dei cremonesi, animati da un insolito spirito battagliero e trascinati dal grido di Francesco Buzzella dell’assoindustriali di Crema: “Mobilitiamoci tutti”, apparso sulla stampa locale, è di convincere il ministero e la Regione che costruire l’autostrada è, più che possibile, quasi facile. Il consigliere regionale dei 5 stelle Marco Degli Angeli non accetta però di firmare la bozza di lettera al ministro: non si sa bene chi l’abbia scritta e consultando chi, e inoltre usa un linguaggio discutibile, nascondendo con la retorica dell’ottimismo le lacune del progetto. Sembra insomma un assalto alla diligenza tipico dei giorni delle manovre di governo. Degli Angeli non ci sta e non firma perché la cosiddetta “serie di condizioni favorevoli” alla costruzione della nuova opera non risulta su alcun documento. Mancano 7 km di autostrada, che il TiBre non intende più costruire. Se sarà tolta la concessione a Stradivaria, bisognerà affrontare dei contenziosi non si sa come. Non si sa insomma chi costruirà l’opera, con quali soldi e in quali tempi, né quali saranno le opere compensative, ovvero le infrastrutture minori chieste dai Comuni. Se venisse creata una società regionale pubblica, dovrebbe disporre di un miliardo e 200 milioni per fare la Cremona Mantova, e non risulta tanta disponibilità. Incertezza assoluta anche sulla riqualificazione della ex statale 10.

Paolo Zignani

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