Ancora proteste da parte dei cittadini di Picenengo per i programmi che l’amministrazione ha riservato a via Sesto, dove recentemente sono state inaugurate nuove strutture commerciali, con l’inevitabile aumento di traffico verso Picenengo e Sesto. Si amplierà la ditta Mecom, grazie al via libera del consiglio comunale, previsto per lunedì 16, tanto più dopo il taglio degli alberi già effettuato ancor prima del voto e dello stesso parere della commissione Territorio, venerdì scorso. In più sorgerà un forno crematorio, sempre all’angolo tra via Sesto e via degli Artigiani, dove si potranno bruciare le carcasse degli animali d’affezione. Il terreno è alienabile, e l’Aem ha inviato al Comune una manifestazione d’interesse per costruire un forno crematorio per piccoli animali, che saranno così ridotti in cenere da conservare in un’urna, eventualmente accanto al caro estinto. Lo smaltimento delle carcasse di animali domestici, come cani e gatti, è un’esigenza sentita dalla popolazione, dal momento che la legge impone il rispetto delle norme igienico sanitarie. La proposta dell’Aem, visto il numero di animali domestici, è l’incenerimento, una volta che il Comune avrà accettato di vendere il terreno. Il progetto di viale Trento Trieste è stata sottoposta all’assessorato all’ambiente, guidato da Simona Pasquali. L’amministrazione ne ha parlato al comitato di quartiere di Picenengo e Cavatigozzi durante l’ultimo incontro, con la partecipazione del dirigente dei Lavori pubblici Marco Pagliarini e del vicesindaco Andrea Virgilio. E’ stato il dirigente a mettere gli abitanti al corrente della novità, ovvero della “caldaietta”, com’è stata definita, dove verranno inceneriti cani e gatti morti. Accanto all’impianto è prevista anche una piccola sala del commiato per gli animali. Dagli abitanti si sono già levate voci di protesta, perché l’inceneritore di carcasse d’animali domestici soddisferebbe soltanto un’esigenza di nicchia, e accrescerebbe ulteriormente il traffico già intenso.

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