Cremona Del ridimensionamento della terapia intensiva neonatale si discuterà giovedì 12 dicembre, alle 15, nella sala del consiglio provinciale. L’assessore regionale Giulio Gallera ha chiamato il presidente della Provincia Mirko Signoroni, dando la propria disponibilità a un confronto con i sindaci, aperto ai vertici dell’Ats e dell’ospedale Maggiore. Negli ultimi incontri della conferenza dei sindaci dell’Ats, infatti, non si è discusso del problema, che pur vede la discesa in campo delle forze politiche sollecitate dai genitori che hanno visto i loro figli salvati dalle cure della terapia intensiva neonatale. Intenzione della giunta regionale, da quanto trapelato alcune settimane fa, è ridimensionare il reparto. Da corso Vittorio Emanuele II viene un segnale di speranza, dato che Signoroni in un comunicato parla di continuità del servizio messo in forse, in previsione anche delle future linee-guida che saranno emanate dalla Regione. Oggi è intervenuto il consigliere regionale Marco Degli Angeli, per rilanciare l’allarme su un’apparente strategia scritta a tavolino per chiudere i presidi: prima vengono indeboliti i reparti, i medici sono portati all’esasperazione e alla fine la Regione dimostra la non sostenibilità economica del reparto.

La precarietà, ad alti carichi di lavoro e ritmi stressanti, caratterizza ormai ampiamente l’ospedale Maggiore. Negli ultimi giorni, di nuovo, una fitta serie di dimissioni legate ai pensionamenti si accavalla ai trasferimenti in altre strutture sanitarie. Un ricambio rapido, che conta diverse assunzioni, soprattutto però a tempo determinato, e si avvale degli universitari. E’ stata stipulata una convenzione con l’università di Parma per la frequenza, a fini didattici formativi, degli iscritti alla scuola di specializzazione in chirurgia toracica, si fa il tirocinio pratico in fisioterapia in convenzione con l’istituto Vismara di San Bassano, e poi si proroga la sostituzione del direttore della farmacia aziendale. Il dermatologo è stato assunto a tempo determinato su selezione pubblica, come l’allergologo, anch’esso a tempo, e poi si trasferisce un chirurgo all’ospedale della Val Camonica, cinque ausiliari a tempo ottengono la proroga del contratto, il medico internista va in pensione e un camice bianco lascia il Maggiore per trasferirsi all’Ats di Brescia. Le pratiche si accavallano nel settore delle risorse umane di un ospedale, come quello cremonese, che comunque nel complesso presenta un andamento stabile: sempre più di 2.400 dipendenti in tutto, fra Cremona e Casalmaggiore, parte dei quali però è diventata precaria, mentre i posti letto sono solamente 743. 

Paolo Zignani

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