Cremona Col megafono, in strada, davanti all’ingresso del palazzo della Provincia Francesca Pontiggia, circondata da altre mamme che hanno visto i lori figli salvati dalla terapia intensiva neonatale dell’Ospedale Maggiore, scandisce che sono state raccolte 20mila firme in pochi giorni per salvare il reparto, e sono tutte persone che quando andranno a votare si ricorderanno delle scelte dell’assessore Giulio Gallera. La proposta che l’amministrazione provinciale e i sindaci rivolgono alla Regione è di potenziare la terapia intensiva per i neonati, non di ridimensionarla per il basso numero di pazienti, come invece ha fatto la giunta Fontana, che ha declassato il reparto da terapia intensiva a subintensiva, con la conseguenza di un trasferimento a Brescia dei piccoli malati più gravi. Lo scontro non può essere più netto e il confronto pubblico di oggi nella sala del consiglio provinciale è stato convocato dal presidente della Provincia Mirko Signoroni per fare chiarezza. L’assessore Giulio Gallera invece conferma la necessità del declassamento del reparto cremonese sulla base del decreto ministeriale 70 del 2015, che prevede un numero di pazienti che Cremona non ha. L’assessore tesse le lodi dell’Ospedale Maggiore, considerato un punto di eccellenza per la cura dell’ictus, della sclerosi multipla, e ricorda i recenti acquisti di macchinari complessi e il progetto del cancer center che si sta realizzando per gradi. Nella terapia subintensiva neonatale resteranno comunque i macchinari e l’èquipe medica, anche se verranno curati a Brescia i neonati più gravi. Il sindaco Gianluca Galimberti ribatte che Cremona ha estremo e urgente bisogno di politiche per le famiglie e la natalità, dato che un terzo della popolazione è composto da pensionati. Non si comprende la visione strategica della Regione su Cremona, dato che la delibera della giunta Fontana ha declassato solo Cremona in tutta la Lombardia, quando la nostra città già patisce gravi disagi in altri settori, come i trasporti. Galimberti ha poi chiesto attenzione alla struttura del Maggiore e al bisogno di lavori di edilizia sanitaria. La delibera della giunta Fontana quindi non è comprensibile: manca la visione d’insieme, sia per Cremona che per Casalmaggiore. Il dirigente regionale Marco Salmoiraghi sottolinea poi che la sanità del futuro lavorerà in rete, facendo collaborare tutti i presidi, ciascuno con eccellenze proprie. La Regione conferma dunque le proprie scelte, anche se il confronto continua. Galimberti conclude che Cremona e Casalmaggiore aspettano altre risposte e ulteriori segnali d’attenzione.

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