Cremona. Il progetto del parco fotovoltaico è già un problema politico per il sindaco Gianluca Galimberti, criticato da una lista che l’ha sostenuto durante le radiose giornate di maggio dell’ultima campagna elettorale. “Passione per Cremona” infatti, da lista civica che era, è diventata associazione ed è presieduta da Luigi Armillotta, con vice Primula Bazzani: tra gli iscritti c’è l’ex assessore all’ambiente Alessia Manfredini. La loro reazione all’idea di una distesa di pannelli fotovoltaici grande quanto 15 campi di calcio proprio davanti alla casa di riposo Cremona Solidale è negativa, come già quella del circolo VedoVerde di Legambiente, dell’associazione AmbienteScienze e di Salviamo il Paesaggio. In particolare, Vedoverde fa notare che impianti di quel tipo sono perfetti per la riqualificazione energetica degli edifici, per le aree degradate di cave, terreni da bonificare, aree industriali dismesse e difficilmente risanabili, non per sostituire il terreno agricolo pregiato. E aumentano ogni giorno i cittadini preoccupati all’idea che 150mila metri quadrati di terreno agricolo strategico, classificato come rilevante dal punto di vista ecologico-ambientale, vengano trasformati in un deserto da trent’anni di sfruttamento energetico. Passione per Cremona esprime stupore per la freddezza che l’amministrazione dimostra di fronte al problema del consumo di suolo: nessuno è contrario al fotovoltaico; la domanda è perché mai la Fondazione città di Cremona, proprietaria del terreno, abbia accettato col consenso del sindaco, opponendosi persino alla partecipata Linea Green, che intendeva proporre un proprio progetto. Inoltre, l’azienda agricola affittuaria sarà probabilmente risarcita se, come ha già previsto il consiglio d’amministrazione della Fondazione di piazza Giovanni XXIII, il contratto sarà sciolto prima del 2022. Il progetto della società privata Juwi, di Verona, guidata dal tedesco Dietmar Spies, prevede più di 26mila moduli fotovoltaici per una potenza complessiva che sfiora gli 11 megawatt, e ha già chiesto un preventivo all’Enel. L’energia prodotta sarà di proprietà della ditta privata, che potrà incassare i contributi pubblici per le rinnovabili.

Paolo Zignani

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