Cremona. Una lunga relazione dell’assessore Luca Zanacchi, lunedì sera, ha riassunto alla commissione servizi alla Persona come stiano evolvendo i rapporti tra amministrazione e Sport Management. In piscina, o meglio al centro natatorio di largo Atleti azzurri d’Italia, regna il provvisorio, con la società veronese ancora al proprio posto, in attesa della sentenza del consiglio di stato in calendario per il 17 dicembre. E per la sentenza potrebbero essere necessari almeno 45 giorni feriali. 

Dopo la pesante vittoria decretata dal Tar, il Comune ha seguito l’indicazione delle società sportive cremonesi, che hanno chiesto di tenere aperti gli impianti, dato che dal 21 ottobre è iniziata l’attività agonistica, con 800 atleti in vasca ogni fine settimana. Senza un gestore, l’anno sportivo sarebbe saltato, anche se Sport Management non gode più della fiducia del Comune, che infatti sta già lavorando a un nuovo bando di gara. Zanacchi in ottobre ha chiesto all’Ats di alzare il codice di rischio degli impianti e di infittire i controlli, a cadenza mensile, non più trimestrale, dopo le segnalazioni sulla situazione igienico-sanitaria. L’ultima ispezione si è svolta il 25 novembre, con qualche lamentela da parte di Sport Management, perché si erano appena svolti tre eventi sportivi di richiamo, stressando gli impianti: il report dell’Ats non è ancora arrivato. Inoltre si fa un turno di pulizie in più, a tarda sera, e il direttore del centro natatorio ha emesso nuove regole: si entra con calzari propri o acquistati al distributore automatico per 25 centesimi. Lo stesso assessore va in piscina e parla con gli utenti e le società sportive due o tre volte la settimana, e sostiene che ora gli standard di qualità sembrano tornati accettabili. Tra le minoranze continua il malcontento. Maria Vittoria Ceraso ha notato che per due anni l’amministrazione ha detto che tutto andava bene, poi la sentenza del Tar ha dato torto al gestore, che non avrebbe assolto agli obblighi contrattuali. Dubbi anche sui resoconti dell’Ats: c’è trasparenza oppure occorre che sia il Tar a dire come stanno le cose? Pietro Burgazzi, della Lega, auspica che Sport Management non continui per altri 22 anni come negli ultimi due.

Paolo Zignani

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