Cremona Il reddito di cittadinanza è stato erogato sinora, secondo i dati aggiornati al 21 ottobre, gli ultimi disponibili, a 2.746 nuclei familiari della provincia di Cremona, meno del 2% degli abitanti. La maggioranza delle famiglie che lo percepiscono è concentrata per più della metà nel distretto di Cremona, un terzo abita nel Cremasco e solo il 10% nel Casalasco. E’ la conseguenza dell’attuazione della legge, più rapida e più efficace dove, come a Cremona, il Rei, reddito di inclusione sociale, è stato attuato più rapidamente; ora i beneficiari sono raddoppiati. Fra pensione e reddito di cittadinanza, i destinatari sono in tutto 6mila in provincia: ricevono mediamente 461 euro di reddito e 415 euro di pensione. Dati che confermano la differenza enorme che si può notare all’interno della popolazione cremonese, confermata anche dai dati dell’annuario statistico pubblicato dal Comune, con le statistiche dell’amministrazione provinciale e della Camera di commercio. Una piccola parte della popolazione detiene la larga maggioranza della ricchezza, mentre altri, soprattutto nel periodo più nero della crisi economica, hanno patito la miseria. Gli abitanti di Cremona città infatti vantano un reddito medio di 24mila euro, superiore alla media nazionale, il 6 per cento della popolazione guadagna più di 55mila euro all’anno mentre poco più di un migliaio di persone tira avanti col reddito di cittadinanza, nemmeno 500 euro al mese, in condizioni di estrema povertà verificata dall’Inps, che incrocia i dati a disposizione del Comune, a propria volta in rete con l’agenzia delle entrate, del catasto e con le società della luce, dell’acqua e del gas. Cremona risulta comunque in media con la Lombardia. E’ difficile invece, come ha spiegato stamattina in un incontro con la stampa il dirigente provinciale dei centri per l’impiego Dario Rech, per chi riceve il reddito di cittadinanza trovare il lavoro, che nel 75% dei casi è a tempo determinato per 4 mesi. Sta iniziando la seconda fase prevista dalla legge: più di 1.700 persone, che ricevono il reddito, vengono convocate per avviare il percorso di inserimento lavorativo.

Sono però in difficoltà gli stessi Centri per l’impiego per carenza di personale: le nuove assunzioni arriveranno solo a fine 2020. I navigator saranno 16 in provincia. La piattaforma Myanpal, che raccoglie le offerte di lavoro delle aziende, sarà attivata all’inizio dell’anno prossimo, mettendo così i navigator in rete con il collocamento.

Paolo Zignani

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