In via Postumia sono già iniziati i lavori preliminari alla costruzione di un nuovo supermercato, con altro consumo di suolo a margine della tangenziale, mentre in via Sesto prima Legambiente e poi l’ex assessore all’ambiente Alessia Manfredini criticano le scelte del Comune. C’era tempo per presentare le osservazioni fino al 2 dicembre, come ricorda Giovanna Perrotta del Cigno Verde. L’iter prevede che gli uffici municipali fanno delle controdeduzioni o approvino le osservazioni in commissione comunale, infine spetta al consiglio comunale approvare definitivamente o no la variante puntuale al piano di governo del territorio. Invece un rigoglioso bosco pagato dai contribuenti è stato tagliato procedendo con un’operazione muscolare che parrebbe strizzare l’occhio a chi forse dei passaggi normativi non ha molta considerazione e li reputa lacci e laccioli al liberismo imprenditoriale. Sulla questione rompe il silenzio l’ex assessore all’ambiente Alessia Manfredini: “E’ evidente che qualcosa è andato storto, certamente una tempistica sbagliata nel taglio e di metodo”. Domani si riunirà la commissione territorio, e saranno illustrate e respinte le osservazioni di merito inviate da Legambiente e Italia Nostra. Che il consiglio comunale il 16 dicembre approvi la variante di via Sesto, è fuori discussione, e nella stessa seduta approverà la dichiarazione d’emergenza ambientale e climatica. Il vicesindaco Andrea Virgilio però chiede che si affermi una cultura ambientalista propositiva. Quell’area di via Sesto, spiega, già ora è destinata a sport, verde e tempo libero, non è area agricola, e infatti vi era prevista una ciclabile, che avrebbe comunque impermeabilizzato il suolo. Legambiente allora vuole impedire lo sviluppo di un’azienda che quindi potrebbe andarsene e aprire in un altro contesto, facendo ancor più consumo di suolo. Allora questo non è liberismo, insiste Virgilio, ma buon senso. Ora il Comune, tramite l’assessore Rodolfo Bona, cerca altre aree agricole su cui fare ulteriori piantumazioni, ma un modico consumo di suolo, per lo sviluppo, alla giunta pare inevitabile, comunque riducendo le previsioni del Piano di governo del territorio. E partono attacchi anche a Italia Nostra: fu De Crecchio a collaborare alle espansioni edilizie decise dai piani regolatori dei Comuni del territorio.

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