Sempre più vecchia e benestante, con una parte della popolazione decisamente ricca, rispetto a sacche di povertà, la città di Cremona accentua le proprie caratteristiche nell’annuario statistico 2019, su dati 2018, presentato oggi dall’assessore Rosita Viola nella sala Eventi di Spaziocomune, in piazza Stradivari. E si consolida la tendenza alla vita da single, demograficamente tradottasi in aumento del numero delle famiglie uniparentali (più 6% rispetto al 2011), con la conseguente riduzione delle politiche familiari. I dati sono elaborati in collaborazione con l’amministrazione provinciale e la Camera di Commercio, per garantire maggiore precisione e completezza nelle analisi demografiche, utilizzate poi per mettere a punto la programmazione degli interventi delle amministrazioni. Il saldo naturale è negativo: i morti sono stati 807, i nati soltanto 548. Gli abitanti aumentano però di 600 grazie all’immigrazione, e arrivano a un totale di 72.680, con un andamento in lieve crescita negli ultimi vent’anni. Gli stranieri in città sono aumentati del 6%: sono ora 11.551, una presenza che caratterizza profondamente la città. A Cremona, 16 residenti su 100 sono per la legge stranieri, anche se Rosita Viola sottolinea che per lei i figli degli immigrati nati a Cremona sono italiani a tutti gli effetti. In città abita il 27% degli immigrati residenti in provincia, con un’età media di 32 anni, molti meno della media dei cremonesi (47 anni). Ben diversa la situazione demografica degli autoctoni italiani, in una città nella quale l’indice di dipendenza si conferma molto elevato. Infatti ogni 100 persone che lavorano ci sono 62 altre persone a loro carico, quando in Italia il dato è 56, in Lombardia 57 e in provincia 59. La città capoluogo, dunque, si dimostra ancora una volta ben differente del territorio provinciale, con il quale pure dovrebbe elaborare una politica territoriale comune. Nel 2018 è apparso un dato controtendenza: l’aumento dei matrimoni, 17 in più, anche se rispetto all’anno 2000 sono diminuiti di più di un terzo. E il reddito medio, sui 24mila euro, supera la media nazionale, su 20mila. I Paperoni non mancano: il 6% dei contribuenti, a Cremona, ha dichiarato il 26% del reddito complessivo.

Paolo Zignani

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