Il mondo sta a guardare nonostante qualche timida e condanna mentre la Turchia di Erdogan porta avanti con l’aiuto di milizie jihadiste il suo massacro ai danni delle popolazioni della Siria del Nord e distruggendo l’esperienza democratica e multiculturale del Rojava. Diritti umani calpestati davanti ad una comunità internazionale inerte, che non ha predisposto neppure corridoi umanitari per i civili, alimenta la contrapposizione dal basso di chi continua a denunciare la situazione. Se ne è parlato a Cremona in un incontro pubblico con alcuni esponenti di Rete Kurdistan Europe

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