Un luogo di produzione e fruizione dell’arte contemporanea, aperto a tutti. E’ questa l’idea che sorregge il progetto della Casa degli Artisti di Milano, un’istituzione vecchia di 110 anni che torna in veste rinnovata a offrire spazi per residenze d’artista, nello spirito di un bene pubblico. La programmazione partirà ufficialmente il 1 febbraio 2020 con una festa e quindi con l’ingresso dei primi artisti. Il progetto è sostenuto e promosso da diverse associazioni: That’s Contemporary, Atelier Spazio XPO’, Nuove Imprese culturali, Centro Itard Lombardia. E dalla capofila, ZONA K, rappresentata dalla presidente Valentina Picariello. Lo spazio di Corso Garibaldi offrirà atelier agli artisti, ma anche spazi di ristorazione e shop, il tutto, come ci ha raccontato Mattia Bosco, artista e rappresentante di Centro Itard Lombardia, con una precisa idea: stimolare il confronto. Le residenze nella Casa degli Artisti vengono assegnate su invito e attraverso open call e durano da 3 a 12 mesi, in base a esigenze e progetti. E il programma del 2020 ruoterà tutto intorno alla dinamica Dentro/Fuori. Realtà virtuale, arte e imprese, filosofia e arti applicate. I temi che verranno toccati nella Casa degli Artisti sono molteplici e plurali. Come viatico per un progetto di questo tipo ci sembrano due aggettivi tra i migliori possibili.

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