Piacenza. I maltrattamenti avvenuti nella scuola materna San Giovanni Bosco di San Polo non erano casi isolati bensì una quotidianità diventata sistematica. È quanto emerge dalle parole di Matteo Centini, il sostituto procuratore che ha coordinato le indagini dei carabinieri di San Giorgio che hanno portato all’arresto di tre maestre. Fra queste vi è anche Suor Silvana Paluello, la direttrice. L’accusa è quella di minacce e vessazioni psico-fisiche ai danni di una trentina di bambini di età compresa tra i 2 e i 5 anni. Nell’ordinanza del gip si parla di frasi indirizzate ai piccoli come “ti metto la testa nel water”, “ti faccio mangiare la carta igienica”, “vi fucilo”, “vi meno” e “ti do una scarpata”. Un altro bambino è stato tenuto in mutande per qualche secondo davanti ai propri compagni. Un altro è stato deriso davanti a tutti per essersi urinato nei pantaloni. Mentre a un altro ancora, reo di essersi messo del lucidalabbra, è stato chiesto se voleva essere un “femminiello”. Metodi che, per voce dello stesso Centini, potevano essere accettati negli anni ’30. Oggi no. Anche perché i bambini di oggi saranno gli adulti di domani e potrebbero replicare questo tipo di comportamenti. Anche chi non è stato vittima ma è stato un semplice osservatore. Il tutto è partito dalla denuncia di una madre in merito a uno schiaffo ricevuto dal figlio e da una frase che lo stesso avrebbe sentito all’interno dell’istituto e riportato tra le mura domestiche. I carabinieri hanno deciso così di installare delle telecamere nascoste all’interno della scuola, tenendo monitorata la situazione per due settimane. Dopodiché altre madri si sono accodate, sporgendo querela a loro volta, e in questi giorni saranno chiamate a visionare i filmati per riconoscere i rispettivi figli. Immagini che una madre non vorrebbe mai vedere.

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