Il progetto Sprar del Comune di Cremona, che ha una lunga storia in città, è stato prorogato dal ministero degli Interni per altri sei mesi. Lo Sprar è il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, che il ministero dell’Interno, dando un segnale di svolta rispetto all’era Salvini, ha prorogato e finanziato per un semestre, e Cremona nel triennio 2017-2019 ha ricevuto un finanziamento di 4 milioni e 242mila euro. Il progetto prevede 80 posti, ripartiti fra richiedenti asilo, rifugiati e minori stranieri non accompagnati e viene realizzato grazie alla coprogettazione con tre cooperative: Nazareth, Sentiero e Servizi per l’accoglienza, creata dalla Caritas. Dopo le polemiche sull’immigrazione, il primo decreto sicurezza dell’ex ministro Salvini ha scelto di tagliare i finanziamenti statali agli Sprar, un tipo di accoglienza che però, grazie alle attività delle istituzioni e delle associazioni produce di solito integrazione sociale. Così la giunta comunale il 18 dicembre ha dato parere favorevole alla prosecuzione del progetto, che ha preso intanto il nome di Siproimi, per 47 adulti e 33 minori, per dare continuità alle attività nel triennio 2020-2022. Il Comune di Cremona può farlo, perché il decreto ministeriale del 13 dicembre conferma i finanziamenti del triennio che si sta concludendo. Per i prossimi sei mesi, quindi, l’amministrazione conta su un contributo di 707mila euro. Il costo a carico del Comune di Cremona è pari al 5% del totale.  Le traversie però non sono finite, come conferma l’assessore Rosita Viola, dato che pochi giorni dopo sono arrivate anche le circolari di stampo salviniano, per ricordare che gli immigrati senza documenti non possono rientrare nel progetto. A Cremona i soggetti interessati sarebbero tuttavia pochi: non si creerebbero quindi problemi particolari.

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata