Scuola: in 46% primarie di Milano è straniero un alunno su tre

In 80 delle scuole primarie di Milano su 143 il numero di bambini stranieri iscritti non supera il 30%, mentre nelle restanti 63 la situazione è diversa, fino al limite dell’istituto Lombardo Radice dove su 126 alunni, solo 11 sono di cittadinanza italiana. La scuola – che si trova nell’area degli alloggi popolari del quartiere San Siro – era proprio per questo a rischio chiusura (la questione è nota da tempo) e il Comune ha per questo avviato un nuovo progetto didattico che coinvolge la scuola Rinnovata Pizzigoni, scuola famosa e richiestissima per il proprio metodo, e l’associazione Opera Pizzigoni. Delle 63 scuole con una percentuale alta di stranieri: 22 oscillano fra il 30 e il 40%; 17 fra il 40 e il 50%; 11 fra il 60 e il 70, mentre 4 superano il 70 per cento. Secondo la consigliera comunale della Lega Silvia Sardone che ha richiesto i dati all’assessorato all’Istruzione, “c’è il rischio concreto che i programmi rallentino a danno di tutti”. In realtà, una percentuale consistente dei bambini stranieri è nata in Italia. Nel caso della scuola Lombardo Radice di via Paravia si tratta di 52 su 115, quindi poco meno della metà. Il Comune, spiegano dall’assessorato, ha avviato un progetto per contrastare il cosiddetto white flight, ovvero la fuga degli alunni italiani da certe scuole, ad esempio facendole diventare dei centri civici di quartiere dove le famiglie si possono ritrovare anche al pomeriggio, oppure creando pre e post scuola per invogliare i genitori a lasciare i bambini nel loro quartiere. Nel caso della scuola di via Paravia si è deciso di applicare in qualche modo il metodo di Giuseppina Pizzigoni, una pedagogista contemporanea a Maria Montessori che ha immaginato una scuola in cui sono inserite attività utili e divertenti, come coltivare l’orto.