I pm di Milano Bonardi, Furno e Scudieri hanno chiesto il rinvio a giudizio per quasi settanta persone, tra cui l’ex vice-coordinatore lombardo di FI ed ex consigliere comunale milanese Pietro Tatarella e il consigliere lombardo ‘azzurro’ Fabio Altitonante, nella maxi inchiesta, coordinata dall’aggiunto Alessandra Dolci, su un giro di mazzette, appalti e nomine pilotate e finanziamenti illeciti, con al centro la figura del presunto “burattinaio” Nino Caianiello, ex responsabile di Forza Italia a Varese. A fine settembre, infatti, la Procura aveva chiuso le indagini a carico di 71 persone, tra cui anche il consigliere lombardo ‘azzurro’ Angelo Palumbo, e ora ha chiesto il processo, stralciando dall’elenco solo alcune posizioni ‘minori’. Nel frattempo, Caianiello, che sta collaborando da mesi, si sta sottoponendo ad altri interrogatori coi pm, l’ultimo dei quali per un’inchiesta su una presunta associazione mafiosa nel Varesotto. Tatarella, che è anche accusato di associazione a delinquere, così come Altitonante e lo stesso Caianiello, oltre all’imprenditore Daniele D’Alfonso – era stato uno dei 43 destinatari, il 7 maggio scorso, di misure cautelari nell’inchiesta milanese su un “sistema” di mazzette e finanziamenti illeciti. In questo filone più ampio dell’inchiesta i pm hanno ricostruito una miriade di imputazioni (tra cui, ad esempio, anche presunte turbative sugli appalti Amsa, azienda milanese dei rifiuti). La richiesta di processo, tra gli altri, riguarda anche il deputato di FI Diego Sozzani, accusato di finanziamento illecito (per lui la Camera respinse la richiesta di arresto). E’ anche indagato per corruzione in un altro filone di indagine ancora aperto. In un’altra tranche ancora, lo scorso 14 novembre era stata arrestata (poi tornata libera) l’ex eurodeputata di FI Lara Comi, oltre all’ex dg di Afol Giuseppe Zingale. Questi filoni aperti potrebbero essere chiusi a inizio del prossimo anno, mentre si profila la richiesta di rinvio a giudizio anche per altre undici posizioni che nelle scorse settimane avevano provato a patteggiare. In uno stralcio dell’inchiesta, infine, e che non riguarda accuse di corruzione o di finanziamento illecito, il governatore lombardo Attilio Fontana è indagato per abuso d’ufficio per la nomina in un organismo regionale di un suo ex socio di studio legale. Gli inquirenti all’inizio del prossimo anno decideranno se chiudere le indagini e richiedere il processo o se archiviare la sua posizione.

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