Cremona. Le motoseghe hanno cominciato ieri a incidere nel vivo tronco degli alberi per tagliarli e farne legna da ardere. Tutti quanti probabilmente nella centrale a biomasse, che riceve legna e ramaglie dal Comune per bruciarla e ricavarne calore premiato da contributi pubblici. Diversi cremonesi, che ieri sono passati per via Sesto, hanno notato il taglio del bosco all’angolo di via Degli Artigiani, che il Comune dopo le critiche di Italia Nostra e di Legambiente, e dopo una variante puntuale al Piano di Governo del Territorio, con una conferenza dei servizi, ha autorizzato in nome dell’espansione della vicina azienda metalmeccanica. L’assessore Rodolfo Bona ieri mattina si è preso la responsabilità di rilanciare la giustificazione data dallo stesso sindaco Gianluca Galimberti in casi analoghi: bisogna conciliare le ragioni dell’ambiente e del clima con lo sviluppo economico. Dunque si taglia un pezzo di bosco all’angolo di via Sesto e via Degli Artigiani, per piantare circa 200, tra alberi e arbusti, in un’area a ridosso del cavalcavia dell’autostrada A21, in via Casalmaggiore, per proteggere le abitazioni di via Fossadone in località Bagnara. Nascerà così un bosco filtro con funzioni di mitigazione per le case del quartiere, comunque già esposto al traffico da molti anni. In Comune si fanno i bilanci: tra il 2017 e il 2019 sono state abbattute 360 piante, anche per motivi di sicurezza, per piantarne altre 411, senza contare le 500 messe a dimora nei Boschi dei nuovi nati. Bilancio positivo, dunque, come per il consumo di suolo. E anche per questo in Comune si fa la somma algebrica tra il verde cementificato, escluse però le infrastrutture, e le nuove costruzioni non fatte, riducendo quindi le previsioni del Pgt. Un centinaio di cittadini protesta su Facebook, posta foto ravvicinate degli alberi e si lamenta, perché alberi che per anni hanno generato ossigeno per tutti vengono abbattuti in un sol giorno, mentre a Bagnara ci vorrà molto tempo per ottenere un bosco della stessa capacità di fotosintesi e bellezza. 

Paolo Zignani

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