E’ stato posto in stato di fermo dalla polizia in relazione all’aggressione di un 29enne avvenuta, nel corso di una lite a più riprese, in via Schiaparelli, a Milano. Lui è un algerino di 40 anni che ora dovrà rispondere delle ipotesi di tentato omicidio e minacce aggravate. Il 29enne, che domenica 12 gennaio si trovava all’esterno di un ristorante con un amico, era stato colpito con un cacciavite al fianco destro, ed era stato ricoverato in gravi condizioni, anche se non in pericolo di vita. Secondo quanto riferito in questura l’arrestato sarebbe dedito ai furti ai viaggiatori, soprattutto nei pressi del Malpensa Express, e oltre ai precedenti per ‘reati contro il patrimonio’ ne ha tre, dal 2015, per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Un soggetto definito “irascibile”, la cui pericolosità pare evidenziata anche nell’occasione di quest’ultimo reato, dove per motivi veramente irrisori ha aggredito i due amici, che si stavano sorseggiando una birra fuori da un pizzeria guardando, dall’esterno, la partita che dentro veniva trasmessa sul maxischermo. L’uomo, irregolare in Italia e senza fissa dimora, espulso dalla Svizzera e inottemperante a due espulsioni anche in Italia, quando ha colpito il 29enne con il cacciavite, lo ha fatto a fondo, con accanimento, provocando anche una parziale eviscerazione. Il ferito infatti è stato subito sottoposto a un intervento chirurgico all’ospedale Fatebenefratelli e attualmente è in prognosi riservata ma non in pericolo di vita. A notarlo, durante un servizio di pattuglia in borghese, è stato un funzionario del Commissariato Garibaldi-Venezia che lo aveva già arrestato tempo fa. Lo ha riconosciuto dal particolare zainetto e da alcuni abiti che aveva addosso, che erano gli stessi con cui era vestito quella sera, come si vedeva nei filmati delle telecamere visionate dalla polizia giudiziaria. L’uomo era già stato identificato e riconosciuto dall’amico del ferito, un 38enne, e quando è stato trovato, alla fermata di un autobus non lontano dalla stazione Centrale, in zona Caiazzo, pendeva su di lui già un provvedimento di fermo, poi convalidato.

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