Voli della base militare di Ghedi per scovare discariche abusive. È questo l’ambizioso progetto ambientalista del prefetto di Brescia, Attilio Visconti: utilizzare i caccia Tornado per scattare immagini dettagliate del territorio bresciano. L’idea sarebbe da potenziare nei prossimi mesi, una volta che sarà stata definita nei dettagli la collaborazione con l’Aeronautica Militare, l’attività del Nucleo Operativo Ambientale (N.O.A.) nato lo scorso aprile, presieduto dalla Prefettura e composto da Questura, Arma dei carabinieri, Gruppo dei carabinieri forestali di Brescia, Guardia di finanza, Arpa Lombardia, amministrazione provinciale di Brescia, Vigili del fuoco, ATS e Comune di Brescia. In quest’ottica subirebbe inevitabilmente un ridimensionamento il ruolo di Arpa Lombardia, la quale sta fornendo immagini satellitari del territorio grazie al progetto Savager, un sistema di videosorveglianza tramite l’ausilio di un drone, finanziato dalla Regione e nato dal protocollo siglato a maggio del 2019 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pavia e l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Lombardia. Secondo Visconti, invece, con due sorvoli all’anno, sfruttando la loro routinaria esercitazione sui cieli della Provincia, si avrebbe una documentazione molto più dettagliata. Il Prefetto fa sapere di aver già esposto il progetto di collaborazione al comandante dell’aerobase di Ghedi, il quale si è dimostrato disponibile sin da subito. Un accordo definitivo, però, ancora non c’è perché bisognerà prima capire quali autorizzazioni servono a livello ministeriale e quali saranno i limiti amministrativi.

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