Cremona Si stringono i tempi per la Caffaro Chimica per depositare in Comune il crono-programma per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti pericolosi che hanno fatto scattare il sequestro, da parte della Procura di Brescia, di 25 capannoni. Il termine è tra soli 15 giorni. Il piano prevede lo smaltimento di rifiuti pericolosi trovati in lastre di amianto, vecchie cisterne, centinaia di fusti abbandonati di recente negli spazi della vecchia fabbrica e contenenti  acido solforico diluito, soda esausta e resine. Il sequestro dei capannoni è partito lo scorso 27 dicembre e un’ordinanza emanata dal settore ambiente del Comune stabiliva la stesura di un crono-programma entro un mese altrimenti scatterà una denuncia penale. Passati i 30 giorni  l’intervento spetterà alla Loggia in via sostitutiva che si coordinerà con l’Arpa o con il ministero che poi si rifaranno economicamente sulla società.  Le operazioni di rimozione dei rifiuti di fatto sono già previste nel piano di smantellamento del sito, per un valore di 13 milioni di euro. A finanziare il tutto è il Ministero che sosterrà l’operazione solo dopo l’approvazione definitiva del piano operativo di bonifica, previsto entro il 28 febbraio. Si attende, prima dell’ultima conferenza dei servizi prevista a Roma per la fine del mese, il parere definitivo dell’Arpa. La Caffaro rappresenta la più grande sfida ambientale del 2020 per la città di Brescia, ma, ad oggi, non sono ancora chiari i tempi per l’approvazione del progetto operativo di bonifica, redatto da Aecom, da parte del ministero dell’Ambiente. Esiste solo una promessa del ministro Sergio Costa, passata attraverso i social network, di chiudere questa partita entro la fine dell’anno. Il commissario straordinario Roberto Moreni sottolinea come ancora non esista una data per la prossima conferenza dei servizi a Roma e nemmeno il parere finale dell’Arpa sul piano di bonifica. Ma su quest’ultimo dall’Arpa arrivano notizie rassicuranti: il piano di bonifica della Caffaro, dicono, arriverà entro il 29 febbraio.

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