CR Entro febbraio nascerà l’ambito distrettuale Casalasco Viadanese, grazie a una delibera di giunta che si sta preparando al Pirellone. Lo ha annunciato l’assessore regionale alla sanità Giulio Gallera, durante il consiglio comunale di giovedì sera, tenutosi all’auditorium Santa Croce per ospitare la folla che chiedeva risposte sul futuro del presidio Oglio Po. Chiuso il punto nascite, anche il Pronto soccorso è in forse, tanto più che l’Oglio Po dipende dall’Ospedale di Cremona, a propria volta depauperato di una parte della terapia intensiva neonatale. L’ambito distrettuale avrà un direttore che, dotato di un proprio budget, userà il personale in capo agli ospedali di Mantova e di Cremona per dare servizi sanitari ai casalaschi, che si compattano. Il consiglio comunale è stato chiesto infatti dalle minoranze, d’accordo con il sindaco Filippo Bongiovanni. Il bisogno di assistenza sociosanitaria si fa sentire con forza, però, in vari modi. Non ci sono posti sufficienti nei centri di riabilitazione e le famiglie pagano caro i dinieghi dell’amministrazione sanitaria. Lo sperimenta Francesca Isidori, il cui fratello Giorgio è ricoverato presso la Fondazione ospedale Aragona di San Giovanni in Croce, che però vuole trasferirlo in una casa famiglia a San Daniele Po. Giorgio Isidori, 72 anni, non potrà più camminare come prima, avrà bisogno di un girello per spostarsi e la sorella, anch’essa invalida, non è in grado di assisterlo. Il medico di base prescrive cure riabilitative a Viadana, ma durante una riunione presso i servizi sociali di Casalmaggiore viene proposto dall’Ats e dalla fondazione Aragona il trasferimento nella casa famiglia di San Daniele, senza nemmeno dire quali servizi offre e a quale prezzo. All’anziano paziente, dunque, invalido all’80%, non vengono garantite con certezza le cure che pure la Corte di Cassazione stabilisce come necessarie. Tempi difficili e lotte aspre anche in consiglio regionale, dove sette consiglieri della maggioranza hanno votato contro i diktat di partito per ripristinare i fondi per i disabili che erano stati tagliati proprio dal centrodestra.

Paolo Zignani

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