Cremona. Mentre divampa la discussione sull’inceneritore, che A2A intende potenziare per bruciare fanghi di depurazione, e mentre la giunta Galimberti si propone come alfiere dell’economia circolare, gli uffici comunali rinnovano per cinque anni il contratto con la società Linea Green, per proseguire il conferimento di biomasse legnose alla centrale di via Antichi Budri. Lo schema di contratto è stato siglato oggi, così come la determina del dirigente Marco Pagliarini. La centrale è un altro tipo di inceneritore, quanto mai contrastato dalle associazioni ambientaliste. Salviamo il Paesaggio ha infatti presentato un esposto alla Procura di Cremona. Secondo l’associazione, l’energia ricavata dalla combustione di legna ottenuta abbattendo alberi non è rinnovabile, anche se viene premiata dai contributi pubblici, che grazie alla tariffa del 2012 consentono incassi annui di ben due milioni e 240mila euro al gestore. Legna e ramaglie andrebbero recuperati in agricoltura. Sulle emissioni di polveri, i dubbi sono sempre stati assai forti, dato che Cremona è zona critica per la Regione Lombardia.  Il Comune, rinnovando l’accordo, continuerà invece a conferire gratuitamente 1.500 tonnellate annue di ramaglie da potatura e legname derivanti dagli abbattimenti di piante alla centrale a biomasse, la cui produzione di calore, comunque inferiore all’energia consumata, viene immessa nella rete del teleriscaldamento. Il nuovo contratto varrà fino al 31 dicembre 2024, senza previsione di tacito rinnovo. Nel frattempo il dibattito sull’inceneritore si fa sempre più scottante. Ed emerge un particolare poco noto. Il Comune, dopo l’accordo tra A2A e Lgh, aveva chiesto a due esperti, fra cui Enzo Favoino, un progetto per avviare l’economia circolare a Cremona in alternativa all’inceneritore. Progetto che però è stato lasciato nel cassetto.

Paolo Zignani

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