E’ ormai tempo di uno studio sui flussi di traffico di Crema, secondo il consigliere dei 5 stelle Manuel Draghetti, viste le lunghe code che stanno trasformando alcune zone della città in camere a gas. Draghetti invoca una consulenza a professionisti esterni al Comune, nella speranza di riuscire a spostare il traffico su altre direttrici, cambiare sensi di marcia, differenziare gli orari di uscita dalle scuole più frequentate e risincronizzare i semafori. Il passaggio a livello di viale Santa Maria vede addensarsi colonne interminabili di veicoli, come anche l’area dell’ospedale, dove pure si trovano diverse scuole superiori. Le polveri sottili sono diventate un incubo anche per i cremaschi, e il rimedio adottato dal Comune, che ha aderito volontariamente l’anno scorso al protocollo regionale che prevede il blocco del traffico e altre misure, non ha dato risultati. Così i grillini, oltre a ipotizzare una nuova tangenzialina, propongono i murales mangiasmog, seguendo l’esempio adottato a Roma, da dipingere sui grigi sottopassi costruiti negli ultimi dieci anni. La discussione sulle politiche ambientali sale di tono, tanto più dopo i tagli degli alberi che hanno scandalizzato buona parte dell’opinione pubblica. Da parte propria la sindaca Stefania Bonaldi, dati alla mano, nega che Crema sia considerata più inquinata dalle polveri di Cremona e chiede politiche ambientali serie dagli enti sovracomunali, tutti, dalla Provincia alla Regione al governo. Gli enti territoriali, come l’Arpa e altri ancora, non si occupano seriamente di riscaldamento abitativo e zootecnia, che pure sono tra i responsabili maggiori delle pm10, mentre non si ha il coraggio di agire sulle stufe a pellet, né esistono incentivi reali per sostituire le caldaie. Poi, Stefania Bonaldi vanta la piantumazione di mille alberi, il sostegno al progetto reti ciclabili, lo sviluppo del car sharing e del bike sharing, il regolamento dei mezzi elettrici e la nuova ztl videosorvegliata.

– Paolo Zignani –

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