“Non è certamente perché non la si vuole discutere ed approvare, anzi!!” C’è dell’amarezza in queste parole del capogruppo di Fare nuova la città Enrico Manfredini, ed è vero che gli ultimi consigli comunali sono stati carichi di argomenti importanti e a volte urgenti, con discussioni particolarmente lunghe, fino al limite e oltre. Il dato di fatto è che il consiglio comunale di Cremona rinvia sistematicamente il voto sulla dichiarazione d’emergenza climatica e ambientale, che pure ha visto allinearsi numerose istituzioni internazionali e nazionali, dal Parlamento europeo, che l’ha approvata in novembre, fino alle Regioni, ultimo il Piemonte, che dopo un voto negativo ha approvato tre ordini del giorno della maggioranza. La legislazione sta cambiando a tutti i livelli, e anche diversi Comuni in provincia, come San Daniele e Crema, hanno votato la dichiarazione, mentre Cremona non riesce a prendere posizione. Intanto la centralina Arpa di via Fatebenefratelli, poi, ha segnato ieri una media di 78 microgrammi di polveri pm 10 al metro cubo, molto sopra la soglia, mentre a Spinadesco il dato è 74, a Soresina 89 e a Crema 82, con le pm 2,5 di poco inferiori e il biossido di azoto vicino a 90. E’ il settimo giorno consecutivo fuori legge in via Fatebenefratelli e da oggi a Cremona tornano in vigore le misure più restrittive per il traffico, anche per i veicoli euro 4. Trapela ormai la posizione del sindaco Gianluca Galimberti, tiepido, tanto da sentirsi vicino allo scienziato Antonino Zichichi, che attribuisce alla responsabilità dell’uomo il 5% del riscaldamento globale. Oltretutto, come nota Benito Fiori di AmbienteScienze, l’approvazione della dichiarazione d’emergenza promessa mesi fa al movimento Fridays for Future impegnerebbe il Comune a conseguenze tutt’altro che semplici.

-Paolo Zignani-

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