Ci sono 1.090 anziani in lista d’attesa per un posto letto nelle case di riposo della provincia di Cremona, un dato in continua ascesa, che statisticamente segna nuovi livelli record sul sito dell’Ats. Poco più di tre anni fa, nell’autunno del 2016, le persone in lista erano 893, ora sono quasi duecento in più. La domanda di ricovero nelle strutture per anziani, malgrado rette che superano mediamente i 50 euro al giorno, dunque 1.500 al mese, è concentrata nel distretto di Cremona, anagraficamente il più vecchio della provincia, con 659 domande. Nel distretto di Crema le richieste sono 265 e in quello di Casalmaggiore 166. Gli istituti della città di Cremona in particolare sono assediati: a Cremona Solidale le domande sono ben 400, cui si aggiungono le 146 nell’ex La Pace di via Massarotti. Le rette lievitano incessantemente con un incremento che però, secondo le statistiche dell’osservatorio regionale Fnp Cisl, proprio in provincia di Cremona ha segnato negli ultimi sei anni i rincari più bassi, appena del 4%, rispetto a un incremento medio del 10% registrato in Lombardia. 

Nel 2013 la retta media, in provincia, era di 50 euro, per salire a 54 nel 2018. Oltre al notevole carico di spesa che grava sulle famiglie, è stato notato più volte da diversi studi che la carenza dell’offerta di posti letto potrà diventare problematica in futuro. La Regione Lombardia, poi, applica un sistema di classificazione dei degenti considerato da più parti anacronistico. Il timore principale, quindi, è che in un futuro, senza una riforma dell’assistenza, l’unico modo per trovare un posto letto sia la solvenza in proprio, pagando cioè, in regime privato, una retta doppia rispetto all’attuale.

Paolo Zignani

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