Cremona. Giorni difficili e notti senza riposo a Cavatigozzi a causa dei rumori e degli odori provenienti dall’area industriale, segnalati in questi ultimi due giorni da alcuni cittadini al Comune, all’amministrazione provinciale e all’Arpa. L’email arrivata negli uffici delle istituzioni parla di “forte disturbo notturno”, costituito da un continuo frastuono di sottofondo che parrebbe causato da grandi macchinari industriali in movimento, al quale si è sommata dalle 23 una lunga serie di boati generati, a quel che sembra, dalla caduta di materiale pesante. Viene indicata anche la possibile provenienza: la zona industriale di via Acquaviva, dove si trova l’acciaieria Arvedi. Si ripresenta dunque un problema già fatto notare dai cittadini molte volte ogni anno. Ieri la puzza di plastica bruciata si è diffusa nell’aria per alcune ore, come afferma un’email inviata dal comitato di quartiere, che ha scritto al sindaco Gianluca Galimberti, all’assessore Simona Pasquali, al comandante dei vigili, all’Arpa e all’ente Provincia. Problematica già discussa da anni, tanto che diversi cittadini già la identificano come effetto della ripresa delle attività dell’acciaieria dopo una pausa. Sono argomenti dibattuti anche durante l’ultima riunione della commissione ambiente del Comune, convocata il 19 dicembre per l’audizione richiesta dallo stesso comitato di quartiere presieduto da Daniele Ardigò. Bruno Sacchi, dell’Arpa, ha spiegato che occorrerebbe calcolare la differenza tra il rumore dell’acciaieria e tutte le altre fonti, altrimenti il fenomeno delle molestie acustiche non è dimostrabile. E i rilievi sarebbero facilmente impugnabili dalla ditta. Oltretutto, il protocollo che prevedeva sopralluoghi immediati da parte dell’Arpa è stato cancellato. In un comunicato, stamattina il comitato accusa le autorità cittadine di non rispondere e di non intervenire, anche se la fonte delle molestie acustiche e olfattive è già stata identificata ufficialmente da tempo.

Paolo Zignani

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