Un anno fa l’amministrazione comunale aveva negato il proprio consenso all’aumento delle rette di Cremona Solidale, che avrebbe avuto bisogno di rincarare di un euro per sostenere i costi. La strategia del sindaco Gianluca Galimberti e del centrosinistra, negli ultimi anni, era stata quella dei piccoli aumenti anno per anno, seguendo per lo più l’andamento dell’inflazione, tenendo la più grande delle case di riposo cremonesi sotto la media delle rette del territorio. Abbandonando per un anno la strategia dei piccoli passi, la diaria a carico delle famiglie è rimasta ferma nel gennaio 2019 a 54,4 euro. Quell’euro in più, allora negato, ora raddoppia per effetto dell’andamento dell’inflazione e del costo del lavoro. La settimana prossima il nuovo consiglio d’amministrazione, fresco di nomina, con il presidente Emilio Arcaini di nuovo in sella, potrà ratificare un aumento di 2,1 euro, da 54,4 a 56,5. Che non si tratti di una stangata, lo sostiene l’assessore Rosita Viola, la quale spiega che in tre anni l’incremento è stato di circa un euro. E’ stato adeguato il contratto del pubblico impiego e quindi i costi del personale – 400 i dipendenti, quanti i posti letto – sono strutturalmente aumentati. Nel 2017 e nel 2018 per coprire l’adeguamento sono stati gli accantonamenti fatti dalla casa di riposo in vista del nuovo contratto, usando i soldi degli utili conseguiti nei cinque anni precedenti. Da parte propria la Regione da dieci anni non aumenta il budget, non coprendo quindi la parte sanitaria della retta, e anzi punta sul sostegno diretto alle persone, con voucher e altre misure, non sui contributi alle strutture esistenti. Di conseguenza, le case di riposo soffrono, tagliano i costi più che possono, e comunque Cremona Solidale si ritrova con un deficit di 200mila euro su un bilancio da 25 milioni. Il costo dell’adeguamento del contratto del personale è di 500mila euro. Da parte della Cgil, Sabina Negri, che con altri sindacalisti ha incontrato l’amministrazione e il presidente Arcaini prima di Natale, nota che ogni anno la Regione aggiorna le regole per l’accreditamento ma non i contributi alle strutture socioassistenziali. La difficoltà di bilancio è evidente: le rette rimangono sostenibili, in un contesto territoriale in cui Cremona Solidale è l’ultima a ritoccare le tariffe e rimane sotto la media. La ricaduta sulle famiglie comunque preoccupa, per quei 750 euro in più all’anno che ogni ospite dovrà versare. 

Paolo Zignani

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