Sono passati due anni dal deragliamento del treno Cremona-Milano in cui morirono tre donne che stavano andando al lavoro, Ida Milanesi, Pierangela Tadini e Alessandra Giuseppina Pirri e diverse decine di persone rimasero ferite. Una tragedia per cui ancora si chiede verità e giustizia. Questa mattina si è svolta oggi una commemorazione iniziata a Capralba, nel cremonese, e proseguita fino a Caravaggio, nel bergamasco, a cui ha partecipato anche l’ad di Trenord Marco Piuri. Nelle due stazioni sono stati posti dei fiori sulle pietre d’inciampo che ricordano le tre donne. Per il disastro, sono 12 gli indagati, tra cui la società Rfi, gestore dell’infrastruttura ferroviaria, l’ad Maurizio Gentile, altri dirigenti e due ex vertici dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie. Nei giorni scorsi, su richiesta di Rfi la Procura di Milano ha dato il via libera a una nuova tornata di accertamenti sulle carrozze ancora custodite presso lo scalo di Milano-Fiorenza, avanzata dai legali dell’azienda che gestisce la rete ferroviaria. Intanto, l’avvio del processo sul deragliamento del Regionale 10452, non è ancora avvenuto. Secondo le indagini dei pm Leonardo Lesti e Maura Ripamonti, l’incidente sarebbe stato provocato dal cedimento del pezzo di rotaia di 23 centimetri schizzato, poi, ad oltre venti metri di distanza.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata