Milano ha dato il via alle commemorazioni per il Giorno della memoria con la tradizionale cerimonia di deposizione delle corone all’ex albergo Regina, in via Silvio Pellico, che fu quartier generale nazista delle SS a Milano a partire dal 1943. Un luogo di tortura dove venivano imprigionati ebrei e dissidenti del regime e che “per 65 Milano ha rimosso dalla sua memoria.  In Italia ed Europa si assiste ad una deriva xenofoba, razzista, antisemita preoccupante. Un fenomeno che deve preoccupare sempre più anche dopo quanto accaduto a Mondovì, dove è stata imbrattata con scritte antisemite la casa di una partigiana. Ha preso parte alla cerimonia anche il presidente del Consiglio regionale lombardo, Alessandro Fermi, che ha sottolineato come “la memoria per essere forte deve essere viva e capace di dialogare con il presente. Questo è anche il primo dovere delle istituzioni nei confronti dei giovani”. All’Istituto superiore Carlo Cattaneo di Milano, di fronte al Prefetto Renato Saccone, questa mattina sono state consegnate le medaglie d’onore agli internati militari italiani durante il nazifascismo.  A Milano nasce anche la rete dei figli dei sopravvissuti alla Shoah, un “network della Memoria” che mira a creare una nuova connessione tra i figli dei superstiti, con l’intento di proseguire il racconto e la testimonianza di un periodo atroce attraverso la voce dei discendenti diretti, come monito universale verso le future generazioni. Il progetto è stato battezzato dal Comitato Scientifico del Premio Parete, il riconoscimento intitolato all’ex sottufficiale abruzzese della Guardia di finanza sopravvissuto al campo di sterminio nazista di Dachau, che ogni anno premia all’Università Bocconi di Milano un personaggio dell’economia (nelle ultime edizioni Giovanni Tamburi e Vittorio Colao) in grado di incarnare e testimoniare i valori e i principi di chi ha resistito alla barbarie nazista e il messaggio principale di Ermando Parete, che incoraggiava le nuove generazioni a superare le difficoltà, anche le più terribili, con “entusiasmo di vivere e voglia di fare”. Il 27 gennaio segna una data importante, quella in cui si ricorda il 75° anniversario della vittoria sul nazifascismo.

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