Non riceverà contributi pubblici la ditta Flowel, che ha avuto dall’ente Provincia l’autorizzazione a costruire una centralina mini-idroelettrica per sfruttare un salto del colatore Dugale Grumone di 6 metri e 10 centimetri, allo scopo di prelevare acqua pubblica da immettere nelle turbine per generare 307 kilowatt. Troppo poco per le associazioni ambientaliste, in particolare il WWF di Cremona che ha condotto una dura battaglia per dissuadere l’amministrazione provinciale e il Comune. Ha vinto la ditta, riducendo la richiesta di prelevare ben 217 milioni di metri cubi d’acqua da trasformare in energia. La cascata del Dugale, quindi, non si vedrà più, come d’altra parte in passato, nei periodi di siccità. La compensazione ambientale è consistita di 26mila euro per riqualificare la strada provinciale. Non è stata l’unica centralina in provincia. Si è salvata la riserva naturale Menasciutto, ma le palate Babbiona e Malcontenta hanno avuto la loro centralina, come anche l’Adda a Rivolta, malgrado una recente inondazione, e così pure Mirabello Ciria e diverse località lungo il canale Vacchelli, nel Cremasco. I flash mob di oggi protestano contro l’ipersfruttamento dei corsi d’acqua, depauperati da queste iniziative, con l’effetto di scatenare una guerra per l’accaparramento dell’acqua tra agricoltori, per le irrigazioni e produttori di energia, mentre la Regione ha stabilito l’obbligo del deflusso minimo vitale per i corsi d’acqua, a tutela della flora e della fauna. Oggi quindi 18 associazioni, fra cui il circolo VedoVerde di Legambiente Cremona e il comitato Salviamo il Menasciutto, hanno partecipato alle iniziative “La protesta dei pesci di fiume”, per difendere la biodiversità. Oltretutto, queste centraline producono ben poca energia: basterebbe la manutenzione di una grande centrale idroelettrica per ottenere più elettricità.

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