Cremona Malgrado un 2019 carico di pioggia, ben oltre la media dell’ultimo decennio, i dati sull’inquinamento dell’aria a Cremona rimangono particolarmente elevati. La centralina Arpa di piazza Cadorna, nelle graduatorie dello smog del dossier Mal’aria di Legambiente, ha registrato ben 64 sforamenti dal gennaio dell’anno scorso ad oggi, terza in Lombardia e nona in Italia. Peggio hanno fatto solo Milano e Pavia. L’associazione del cigno verde mette in fila i capoluoghi di provincia e Cremona, assieme a Brescia, Lodi, Milano e Pavia, è la città che in dieci anni su dieci supera il limite europeo dei 35 sforamenti annui, totalizzando circa 730 giorni di smog, ovvero più di due anni consecutivi. E per la verità la serie nera può proseguire ben oltre, sino all’inizio del secolo, quando già il sindaco Paolo Bodini raccomandava di non usare l’automobile per gli spostamenti di poche centinaia di metri.  L’inquinamento non risparmia la nostra città nemmeno d’estate, visto il ventunesimo posto nazionale nella classifica dei superamenti del limite d’ozono, nel 2019. Come già le associazioni cremonesi, Legambiente si dissocia dal coro delle istituzioni che hanno salutato un miglioramento della qualità dell’aria e contesta la mancanza di provvedimenti strutturali, in tutto il bacino padano, da parte della pubblica amministrazione, che si limitata a provvedimenti contingenti e di facciata come il blocco del traffico, mentre il tavolo di coordinamento sovra-regionale è solo un primo passo. Non ci sono misure in settori inquinanti come l’industria e la produzione di energia, i porti e l’agricoltura. Sembra riferirsi anche al Cremonese Andrea Minutolo, coordinatore dell’ufficio scientifico, quando sostiene che “aree spesso attigue e integrate ai centri urbani richiedono misure specifiche per ridurne le emissioni”. Pessimi i dati  del mese di gennaio: la centralina di via Fatebenefratelli segnala 18 sforamenti in 22 giorni, ieri con 59 microgrammi di polveri pm 10 per metro cubo. Spinadesco arriva a 56, come Soresina, e Crema a 52.

Paolo Zignani

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